La rigenerazione urbana nasce dal venir meno delle superfici edificabili, ma soprattutto da una maggior consapevolezza ambientale e sociale
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La rigenerazione urbana nasce dal venir meno delle superfici edificabili, ma soprattutto da una maggior consapevolezza ambientale e sociale

Parlare di rigenerazione urbana (Urban renewal) non è più un’eventualità, ma un dovere che ci coinvolge tutti, come cittadini, come imprenditori, nel caso di Marella Group anche come addetti ai lavori. Perché le tante azioni possibili e auspicabili ai fini di recuperare e riqualificare uno spazio abitabile non riguardano solo un generale miglioramento della vita di chi vive quello spazio, di un’area soggetta a degrado urbano, ma rappresentano una forma di tutela della sostenibilità ambientale che ci coinvolge tutti. È infatti ormai riconosciuto come il decadimento urbano non coinvolga solo l’area direttamente interessata, magari un quartiere un tempo funzionale che viene progressivamente abbandonato e trascurato, fino alla rovina. Anche le aree e limitrofe e la città intera risentono degli effetti dell’abbandono di edifici e infrastrutture, oltre che della desolazione che una zona in decadenza può portare.

Proprio per arginare questo genere di processi di degrado, spesso legati alla deindustrializzazione o deurbanizzazione di zone un tempo fiorenti, ormai da diversi anni la rigenerazione urbana è diventata uno dei punti focali di discussione per le legislazioni nazionali e regionali. Decreti sono stati emessi e incentivi stanziati per promuovere e agevolare le aree urbane degradate e la riqualificazione ambientale, il miglioramento della qualità del decoro urbano e, di conseguenza, del tessuto sociale.

La rigenerazione urbana nasce dunque per venire incontro alle nuove esigenze derivate dall’evolversi delle città e delle periferie, in termini di mobilità, abitabilità, benessere del cittadino, con l’emergere di problematiche sia nei paesi sviluppati, sia in quelli in via di sviluppo. Non a caso uno dei primi nemici della rigenerazione urbana, nonché il primo rischio da arginare, è il consumo indiscriminato di suolo edificabile. La rigenerazione urbana nasce inizialmente come risposta al venir meno delle superfici edificabili, e di conseguenza dalla necessità di tornare a guardare a zone già edificate, ma non valorizzate a sufficienza, piuttosto che al perpetrarsi dello sfruttamento di nuovi terreni.

Non solo. La rigenerazione urbana è considerata anche un elemento importante nell’economia regionale e nazionale. Rivitalizzare intere aree migliora non solo la qualità della vita di chi le abita, e che può riappropriarsi degli spazi rigenerati, con un significativo incremento socio-economico a livello cittadino, ma il coinvolgimento dell’imprenditoria locale negli interventi di recupero edilizio crea lavoro e possibilità di sviluppo comune sempre maggiori.

In termini di eco sostenibilità ambientale, un argomento che ci sta particolarmente a cuore, occorre anche precisare come negli ultimi anni si sono promesse opere di recupero e rigenerazione urbana che prediligono l’utilizzo di materiali eco-compatibili e fonti di energia rinnovabili.

Vediamo più nel dettaglio come e perché conviene a tutti investire nella rigenerazione dello spazio urbano.

Che cos’è la rigenerazione urbana e come avviene

Abbiamo già visto come il processo di rigenerazione urbana sia in parole più semplici la riqualificazione di uno spazio urbano, ottenuta grazie a interventi di recupero, ammodernamento di infrastrutture, implementazione dei servizi. Tutte queste azioni congiunte portano da un lato al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità, dall’altro a una maggior sostenibilità ambientale.

Il punto di partenza della rigenerazione è dunque il recupero non solo degli edifici soggetti al degrado urbano, ma anche e soprattutto delle infrastrutture e dei servizi in disuso. Spesso questi interventi coinvolgono non solo l’imprenditoria locale, ma anche i singoli abitanti, creando occasioni di partecipazione sociale che aumentano la consapevolezza degli abitanti della zona e la volontà di agire insieme per il bene della comunità.

Noi di Marella Group abbiamo intrapreso numerosi interventi di rigenerazione urbana, come AQUIS, 5 moderne unità abitative con piscina che hanno sostituito una villa anni 60, AER, il nostro ultimo progetto, o Villa Picedi, una villa del ‘700 in rovina con i suoi annessi che tornerà a essere una residenza per 16 unità abitative. A febbraio andremo a demolire un vecchio magazzino per realizzare 31 appartamenti sempre con piscina.
In passato abbiamo demolito anche un pastificio a Bogolese per trasformarlo in 14 abitazioni e spazi commerciali.

Obiettivi della rigenerazione urbana

Oltre alla riqualificazione di un’area urbana, con conseguente miglioramento della qualità della vita per chi la abita, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale compartecipano e in molti casi si fondono per l’obiettivo di trasformare le città, renderle più sostenibili, a misura di cittadino e di uomo.

Il recupero di spazi e aree già edificate offre la possibilità di rivedere con maggiore razionalità la distribuzione dello spazio e la sua regolamentazione in zone soggette a un consumo eccessivo di suolo edificabile, molto spesso causato da interventi frettolosi e non attenti al fattore umano. Questa azione di bonifica e rivalutazione coinvolge sia le aree periferiche delle grandi città, ma implica anche la rivalutazione delle zone rurali abbandonate dal progressivo spostamento dei lavoratori verso i centri abitati maggiori.

Più spazi e servizi, dunque, una qualità della vita migliore, ma anche la promozione di uno stile di vita più a misura d’uomo, in zone verdi e tranquille che meritano di essere riconsiderate. Non a caso abbiamo enumerato in più occasioni gli indubbi vantaggi che derivano dalla scelta di vivere in provincia, purché si tratti di una zona ben servita e cresciuta secondo criteri moderni e sostenibili, come la nostra Sorbolo.

Normative e incentivi relativi alla rigenerazione urbana

Nel 2019 il decreto Sblocca cantieri (D.L. 18 aprile 2019, n. 32,) ha promosso a livello nazionale il rilancio e l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici, e contestualmente l’esortazione da parte del Governo a ridurre il consumo di suolo edificabile, incentivando razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente. In una parola, riqualificazione di aree urbane degradate.

La nuova Legge di Bilancio 2020 relativa al periodo 2021-2034 ha assegnato 8,5 miliardi di euro, ripartiti in diverse tranches, ai Comuni per incentivare e agevolare la rigenerazione urbana, sia per migliorare il decoro delle zone edificate, sia per tutelare e sanare il tessuto sociale ed ambientale.

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